Raffaele Di Maio : : Logopedista Neuropsicomotricista

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Il maestro disse
a un suo allievo:
Yu, vuoi che ti dica
in che consiste la conoscenza?
Consiste nell'essere consapevoli
sia di sapere una cosa
che di non saperla.
Questa è la conoscenza.
(Confucio)


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Amare un bambino
significa lasciarlo
libero di essere
un bambino


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Il peggiore dei sacrilegi
è il ristagno
del pensiero
(Fidel Castro)


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Parlare oscuramente
lo sa fare ognuno,
ma chiaro pochissimi
(Galileo Galilei)


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Tutte le cose grandi
a prima vista
sembrano impossibili
(Schopenhauer)


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Se c'è qualcosa
che desideriamo
cambiare nel bambino,
dovremmo prima
esaminarlo bene
e vedere se non è qualcosa
che faremmo meglio
a cambiare in
noi stessi
(Carl Gustav Jung)


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A nulla valgono
tutte le attenzioni
che hai rivolto
al tuo migliore amico
se l'ultima richiesta
non è stata esaudita
(Plinio il Grande)


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Raffaele Di Maio Logopedista Neuropsicomotricista : : Igiene Vocale

Patologie

 

IGIENE VOCALE

 

Regole di igiene vocale per salvaguardare la propria voce.

 

Requisito più importante è la coscienza dello stato di funzionamento del proprio organo vocale che permetta una gestione personale ed autonoma della propria spesa lavoro. Un accorto ed articolato utilizzo di sé è fondato sulla consapevolezza ed il controllo di:

 

postura nello spazio del corpo;

 

posizione della testa in relazione al tronco;

 

esistenza di contrazioni localizzate al collo e agli organi articolatori;

 

esistenza di sensazioni di dolore o oppressioni localizzate al collo e al torace;

 

autoascolto;

 

atteggiamento funzionale adottato dalle cavità di risonanza;

 

Sapere quando fermarsi e non insistere con l'utilizzo della voce se:

 

compare la necessità di raschiare la gola, è difficoltosa la messa di voce;

 

la voce diventa roca e disfonica;

 

la voce non tiene, si spezza, si giunge a fatica a portare a termine la giornata di scuola;

 

al termine della fonazione o durante compaiono dolori al collo, senso di oppressione toracica;

 

durante la fonazione si ha la necessità di tossire;

 

Le indicazioni sottostanti costituiscono la parte iniziale della terapia logopedica e sono formulate per diventare più dei suggerimenti costruttivi che dei divieti.Bandire dalla quotidianità alcuni comportamenti nemici della voce non significa necessariamente sottoporsi a rinunce, ma scoprire delle alternative.

   

1) Evitare di parlare con intensità elevata e non parlare in ambienti rumorosi o troppo grandi o con acustica difettosa.
Dato che parlare a lungo con un volume troppo alto è dannoso, è bene rivedere le situazioni che lo richiedono. Con qualche esempio si potrà capire meglio il concetto:Quando ci si trova a parlare in tanti in un locale pubblico e nel rumore, si può conversare senza crearsi troppi problemi, ma se si avverte la fatica vocale, si può privilegiare l'ascolto;Un insegnante può abituare i bambini, sia nei momenti di gioco libero all'aperto, sia durante l'attività didattica, a riconoscere il battito delle mani o il suono di un tamburello come richiamo o segnale di fine pausa;Un addetto al personale in una fabbrica, che deve impartire istruzioni in luoghi rumorosi può imparare a programmare dei veri e propri momenti di addestramento, lontano dalle macchine, in modo da ridurre al minimo la comunicazione in reparto;Un allenatore sportivo può prevedere prima dell'allenamento o della partita dei momenti informativi o educativi, riducendo le cose da dire in campo.Le istruzioni in ambiente tranquillo sono meno faticose per chi le dà e più efficaci per chi le ascolta.

   

2) Parlare a distanza ravvicinata assicurandosi di vedere e di essere visto da tutti gli ascoltatori, di modo che la lettura labiale possa essere di ausilio alla comunicazione.
Abituarsi a parlare a distanza ravvicinata riduce lo stress vocale e diminuisce le distanze comunicative in tutti i sensi. Darsi e dare la possibilità di rinforzare l'ascolto con la lettura labiale alleggerisce il carico vocale e migliora i rapporti interpersonali.

   

3) Evitare di parlare durante o subito dopo lo sforzo fisico.
Sforzo fisico ed uso della voce sono incompatibili, quindi vanno coltivati separatamente. Un insegnante di educazione fisica, ad esempio, deve distinguere le spiegazioni dalle dimostrazioni, parlare a testa in giù o correndo, affatica la gola e toglie efficacia alla didattica.

   

4) Evitare di parlare troppo e male.
Quando ci si rende conto di parlare in condizioni svantaggiose, è opportuno limitare la comunicazione allo stretto indispensabile.

   

5) Evitare le prolungate emissioni sussurrate o bisbigliate, portatrici, nel caso in cui si incrementi l'intensità di bisbiglio, di contratture fonatorie laringee ed extralaringee.
La voce sussurrata non è meno faticosa della voce gridata: se si è costretti ad utilizzarla bisogna limitarne l'uso ed ogni tanto rilassare spalle e collo che, inevitabilmente, sono costretti a contrarsi perdare una mano alla gola.

   

6) Evitare le forti risate.
Ridere fa bene al morale, ridere in modo un pò troppo fragoroso fa male alla gola. Si può ridere senza eccedere in sguaiatezza.

   

7) Evitare le imitazioni e le caricature vocali.
Imitazioni e caricature vocali sono indubbiamente divertenti, ma il farlo a lungo e spesso trasforma lo scherzo in tragedia per la gola: se gli amici ci conoscono come " l'imitatore" quando la gola manifesta segni di sofferenza cerchiamoci un'altra identità ludica.

   

8) Evitare i raschiamenti di gola e tosse stizzosa, nel caso di estrema necessità farli in modo moderato e meno frequentemente possibile.
Per quanto siano comportamenti che provochino un sollievo momentaneo, raschiare e tossire quando la voce è sporca o velata danneggia le corde vocali.

   

9) Evitare le discussioni animate e gli urli.

   

10) Limitare le lunghe conversazioni telefoniche.

   

11) Respirare a bocca chiusa; per questo motivo è indispensabile curare ed eliminare tutti i disturbi delle cavità nasali.

   

12) Non pressare la voce all'inizio della frase e fare attenzione a non rimanere senza fiato alla fine.

   

13) Riguardarsi dai raffreddamenti e dai cambiamenti bruschi di temperatura.

   

14) Condurre una vita regolata, senza eccessi, né alterazioni del ritmo sonno-veglia.

   

15) Curare il grado di umidità e di temperatura degli ambienti.

   

16) Consultare lo specialista (Foniatra-Otorinolaringoiatra) se l'alterazione perdura per oltre 10 giorni.

   

17) Evitare di coprirsi in modo eccessivo.

   

18) Evitare di indossare pantaloni troppo stretti, cinture tropo alte a livello delle costole fluttuanti, che impediscono il buon funzionamento degli organi respiratori.

   

19) Regolare l'alimentazione prima di ogni prestazione vocale importante (conferenza-lezione-canto) evitando pasti abbondanti e di difficile digestione.

   

20) Evitare il canto in particolari situazioni.

   

21) Evitare bibite troppo calde o troppo fredde.
Assumere bevande a temperatura eccessiva, soprattutto se prima di una prestazione vocale, può causare delle altalene vocali causate da disturbi vasomotori agli organi fonatori.

   

22) Moderare l'assunzione di caffeina.
Troppi caffè, oltre a renderci nervosi, tendono a ridurre l'idratazione delle corde vocali; teniamolo presente quando ci troviamo al bar: esistono anche bevande alternative. Prendiamo piuttosto la buona abitudine di tenere al nostro posto di lavoro una bottiglia d'acqua naturale a temperatura ambiente, amica della nostra gola e della nostra salute.

   

23) Eseguire con costanza una corretta attività fisica.

   

24) Per gli insegnanti, imparare ad usare strumenti vicarianti.
Gli insegnanti devono imparare ad usare mezzi alternativi alla voce in situazioni di forte confusione come i momenti comunitari dei pasti o dei giochi liberi. Un urlo non è più efficace di un battito di mani o di un fischietto, ma è sicuramente più stancante per la gola. E' inutile sprecare la voce in tanto rumore, meglio tenerla per momenti più educativi.

   

25) Prendere coscienza dell'eventuale incompatibilità della propria professione con il disturbo vocale.

   

26) Comprendere che i propri mezzi vocali non sono illimitati.
A chiunque si impone una coscienza dei limiti e possibilità comunicative; anche la voce si stanca, come si stancano le braccia e le gambe, il tenerne conto aiuta a non chiederle troppo.

     
 

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Il sito è in continuo aggiornamento, vieni a visitarlo spesso. Ultimo aggiornamento 03 mag 2016

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